Mimesis (1946) è il capolavoro con cui Erich Auerbach ricostruisce, attraverso una serie di letture ravvicinate, la storia di come la letteratura occidentale ha rappresentato la realtà.
Il pensiero di Turing articola un paradosso fecondo: macchine estremamente semplici, se opportunamente programmate, possono simulare qualsiasi processo effettivo; e tuttavia esistono limiti invalicabili alla computazione.
Chiarire il linguaggio della scienza significa chiarire il mondo che la scienza descrive: questo era, in sintesi, l’ambizioso progetto del Circolo di Vienna.