Nell’opera di Alberto Magno, "quod est" e "quo est" non sono semplici etichette, ma un’architettura concettuale che consente di pensare insieme:
la solidità delle nature finite, la loro dipendenza ontologica e la trascendenza del principio primo.
"La società aperta e i suoi nemici" non è un invito a credere nella perfezione della democrazia, ma a difenderne la
struttura critica: libertà di parola, pluralismo, separazione e controllo dei poteri, riforme verificabili.
Il rapporto tra Friedrich Nietzsche e ciò che, nel secondo Novecento, verrà chiamato “postmodernismo” è insieme
fecondo e controverso.
La morale spettacolarizzata è, in fondo, una risposta a un bisogno autentico: desideriamo orientamento, giustizia,
riconoscimento. I social offrono strumenti potenti per rendere visibili temi ignorati e per creare comunità. Ma
la stessa potenza può trasformare la moralità in un teatro di segnali, in cui il bene e il male funzionano come
dispositivi di reputazione e di controllo.