"De civitate Dei" (La Città di Dio) è una delle opere più celebri di Sant'Agostino d'Ippona, scritta tra il 413 e il 426 d.C. È un trattato di filosofia e teologia che affronta il conflitto tra la città terrena (Civitas Terrena) e la città celeste (Civitas Dei). L'opera nasce in risposta alla caduta di Roma nel 410 d.C., evento che molti pagani attribuivano all'abbandono degli dèi romani in favore del cristianesimo.

Struttura dell'opera

L'opera è divisa in 22 libri:

  1. Libri 1-10: Confutazione delle accuse pagane e critica alla religione pagana.
  2. Libri 11-22: Esposizione della dottrina cristiana sulla storia e la provvidenza divina.

Temi principali

1. Due città in conflitto

Sant'Agostino descrive due città:

"Duas quaedam sunt civitates: una coepit ab amore sui usque ad contemptum Dei; altera autem ab amore Dei usque ad contemptum sui." (Libro XIV, capitolo 28) (Esistono due città: una nasce dall'amore di sé fino al disprezzo di Dio; l'altra dall'amore di Dio fino al disprezzo di sé.)

2. Storia e Provvidenza

Agostino sostiene che la storia è guidata dalla provvidenza divina e non è un ciclo infinito come pensavano i pagani, ma una linea retta che conduce al giudizio finale.

"Habet enim Deus mirabiles atque ineffabiles vias, quibus bene utitur malis animis ad probationem et exercitationem bonorum." (Libro I, capitolo 8) (Dio ha vie meravigliose e ineffabili, con le quali usa i mali per mettere alla prova ed esercitare i buoni.)

3. Critica alla religione pagana

Agostino demolisce la mitologia e il politeismo romano, sostenendo che gli dèi pagani non hanno alcun potere salvifico.

"Si enim dii isti Romani possent dare vitam aeternam, cur non dederunt regnum temporale?" (Libro IV, capitolo 28) (Se questi dèi romani potessero dare la vita eterna, perché non hanno dato un regno temporale duraturo?)

4. La beatitudine nella Città di Dio

La vera felicità è possibile solo nella Città di Dio, dove l'uomo raggiunge la pace eterna con Dio.

"Pax vera est ordinata tranquillitas in ordine rerum." (Libro XIX, capitolo 13) (La vera pace è la tranquillità ordinata nell'ordine delle cose.)

Significato e impatto